di Giuseppe Crimaldi
Inclusivi selettivi? Difensori dei diritti delle minoranze? Progressisti? No, molto più semplicemente fascisti. In questo mondo in cui il diritto ad esistere, a manifestare e a credere nei propri ideali viene riconosciuto a tutti fuorché a chi si muova sotto la bandiera israeliana, questa ci mancava: al Roma Pride non c’è spazio per gli ebrei. Porte chiuse all’associazione lgbtqia ebraica “Keshet”.
Se la mia libertà finisce laddove comincia la tua, allora non si può restare indifferenti di fronte a questa discriminazione. Fascisti.
Nello strabismo generalizzato delle prospettive, di fronte allo schiacciante “pensiero comune” che sdogana antisionismo e antisemitismo, la decisione di escludere gli ebrei omosessuali e trasgender equivale a quella di riaprire i ghetti. L’ombra lunga di questo razzismo velenoso viene mascherata dalla surrettizia equazione: ebreo = governo israeliano, Ben Gvir, colonialismo, Stato di apartheid, e chi più ne ha più ne metta. Pochi giorni fa ricorreva l’anniversario dell’uccisione di Vittorio Arrigoni, l’attivista italiano che scelse di trasferirsi a Gaza sognando di portare, assieme ai suoi ideali, anche l’apertura verso il mondo omosessuale. Pagò caro il suo sogno: rapito da una banda islamista, accusato di sodomia, venne giustiziato a mani nude, per strangolamento.

In Israele la libertà sessuale è un diritto garantito. In Italia – nel silenzio generale dei vari segretari di partito che da quando si svegliano a quando se ne vanno a dormire cantano Bella Ciao e si fanno paladini di tutti, fuorché degli ebrei e degli israeliani – non più. E leggete le motivazioni di questi censori in orbace e fez d’ordinanza: “Non aver preso e non intendere prendere le distanze dal genocidio in corso a Gaza”. Perché per partecipare alla grande festa, spiegano gli organizzatori del Pride del disonore, è necessario condividere le stesse rivendicazioni e istanze: “Il nostro documento politico non è un buffet dal quale è possibile scartare e ignorare singole pietanze indesiderate”.
E allora non resta che augurarvi buona indigestione di “valori” e pietanze che puzzano di cianuro.
