di Gerardo Verolino

Nell’aprile del 1980, gli elicotteri inviati da Jimmy Carter, il presidente più scarso della storia americana, che avrebbero dovuto riportare a casa gli ostaggi statunitensi tenuti nelle mani del regime khomeinista, nell’operazione denominata “Eagle Claw” (“Artigli dell’Aquila”), non giungeranno mai a Teheran, schiantandosi rovinosamente prima nel deserto, e facendo fallire, nel peggiore modo possibile, la missione di salvezza.
Oggi, nell’America moderna e ipertecnologica, plasmata dall’ideologia conservatrice, un presidente può ordinare l’eliminazione di un tiranno, che viene fatto fuori dai militari, con precisione chirurgica, nel giro di poche ore: come è successo, in questi momenti, per ordine di Trump, il presidente più sottovalutato della storia, alla “malvagia” Guida Suprema dell’Iran, Alì Khamenei, giustiziato dagli americani (e dagli israeliani) nell’operazione “Epic Fury” (“Furia Epica”). Se oggi si è accesa una luce di speranza per il popolo iraniano, che finalmente può ritornare alla libertà, lo si deve anche al profitto che gli americani hanno saputo fare di quel madornale errore di 46 anni prima.

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