
Nonostante le complesse sfide geopolitiche, l’economia israeliana sta mostrando segnali significativi di resilienza e dinamismo. I dati economici più recenti indicano una forte ripresa del Prodotto Interno Lordo (PIL) supportata da flussi record di Investimenti Diretti Esteri (IDE), i quali continuano a premiare i settori ad altissimo valore tecnologico del Paese.
La ripresa del PIL: un balzo nel secondo trimestre. Dopo la flessione registrata all’inizio dell’anno, il PIL israeliano ha segnato un netto rimbalzo.
Nel secondo trimestre dell’anno, la crescita annualizzata del PIL ha raggiunto il 14,9%, invertendo la tendenza negativa del primo trimestre (che aveva visto una contrazione dell’1,7%).
Consumi interni in espansione: a fare da volano alla ripartenza sono stati sia i consumi privati (cresciuti a ritmi a due cifre) sia la spesa pubblica, che hanno offerto un solido cuscinetto alla domanda interna.
Su base trimestrale, il tasso di crescita del PIL si è attestato al 3,5%, portando la stima per la prima metà dell’anno su una traiettoria complessivamente positiva.
Sul fronte dei capitali esteri, Israele continua a essere uno dei poli d’attrazione più dinamici tra i paesi avanzati: i flussi di investimenti diretti dall’estero hanno registrato impennate straordinarie, superando ampiamente i trend globali dell’area OECD. Nel 2025 gli afflussi avevano toccato i 26,2 miliardi di dollari (+78% su base annua), e la prima metà del 2026 ha confermato volumi trimestrali ai massimi storici.
Gli Stati Uniti rimangono di gran lunga il principale investitore estero, arrivando a coprire circa il 90% del valore totale delle transazioni firmate o annunciate, seguiti da Paesi europei come Germania, Regno Unito e Paesi Bassi.
Oltre al celebre settore dell’alta tecnologia (la Start-Up Nation), Israele offre diverse opportunità di investimento estero diretto in settori tradizionali, industriali e infrastrutturali.
Ecco i principali settori chiave non strettamente informatici o software:
Scienza della Vita e Biotecnologie (Life Sciences & Pharma): Israele è un hub mondiale per le scienze della vita, la dispositivististica medica e le biotecnologie.
Dispositivi medici: prodotti per diagnostica, imaging, robotica chirurgica e monitoraggio remoto.
Farmaceutica: Oltre al colosso multinazionale Teva, il Paese ospita centinaia di start-up e centri R&D focalizzati sulla ricerca oncologica, neuroscienze e terapie avanzate.
Energia, Gas Naturale e CleanTech: L’autosufficienza energetica della regione ha aperto mercati rilevanti per grandi gruppi industriali internazionali. Le scoperte dei giacimenti offshore nel Mediterraneo (Leviathan, Tamar, Karish) attraggono massicci investimenti nelle infrastrutture di estrazione, liquefazione ed esportazione. Inoltre, Israele è leader globale nella desalinizzazione, nel riciclo delle acque reflue e nell’irrigazione a goccia (es. aziende come Netafim). Si registra forte interesse estero per energie rinnovabili (solare) e accumulo di rete.
Agritech e FoodTech: Per via delle sfide climatiche e geografiche, l’agricoltura e la produzione alimentare hanno sviluppato filiere avanzate attive su scala globale. Nel FoodTech rientrano: le proteine alternative (carne coltivata, ingredienti sintetici, prodotti a base vegetale) con ingenti capitali esteri privati e societari per impianti di produzione su larga scala.
