
Durante il mandato di Gustavo Petro, ex presidente di sinistra, la sua posizione è stata fortemente critica nei confronti di Israele a causa del conflitto a Gaza, arrivando a sospendere le esportazioni di carbone verso il Paese e a interrompere ufficialmente le relazioni diplomatiche. Poi la svolta con le elezioni di giugno del 2026: l’avvocato di destra Abelardo de la Espriella ha vinto le elezioni presidenziali battendo il candidato della sinistra Iván Cepeda, sostenuto proprio da Petro.
Il leader di destra de la Espriella — soprannominato “El Tigre” — ha subito chiarito che, non appena si insedierà ufficialmente ad agosto, riallaccerà i contatti con il governo israeliano. Non solo intende riaprire i canali diplomatici, ma vuole spingersi oltre, pianificando lo spostamento dell’ambasciata della Colombia a Gerusalemme e riavviando la storica cooperazione militare e di intelligence tra i due Paesi. In sostanza, si passa da una chiusura totale sotto Petro a un’alleanza strategica che il nuovo governo promette essere ancora più stretta rispetto al passato.
Il neo-presidente eletto della Colombia, dunque, si impegnerà a ripristinare e rafforzare le relazioni con Israele “come mai prima d’ora”, invertendo le politiche anti-israeliane del presidente uscente Gustavo Petro.
De la Espriella ha promesso non solo di rinnovare l’alleanza strategica della Colombia con Israele e di aprire un’ambasciata a Gerusalemme, ma di ripristinare la cooperazione militare e rafforzare i legami con gli Stati Uniti. A seguito di una telefonata con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, De la Espriella ha dichiarato: “La Colombia ripristinerà e rafforzerà le sue relazioni con lo Stato di Israele come mai prima d’ora”. Ha ribadito la volontà di ripristinare la storica cooperazione di sicurezza, intelligence e difesa che legava tradizionalmente i due Paesi.
Sa’ar si è congratulato con il presidente eletto, definendolo “un vero amico del popolo ebraico e dello Stato di Israele”, aggiungendo che la sua vittoria “crea speranza e possibilità per un futuro migliore”.
La vittoria di de la Espriella è stata accolta con grande entusiasmo anche a Washington, in particolare dal presidente Donald Trump e da esponenti del Partito Repubblicano, come il segretario Marco Rubio.
De la Espriella, ammiratore dichiarato di leader della “linea dura” come Nayib Bukele e Javier Milei, ha promesso una guerra totale ai trafficanti di droga e ai gruppi guerriglieri. Per farlo, ha dichiarato di voler fare affidamento sul supporto militare e logistico diretto sia degli Stati Uniti sia di Israele, ad esempio per bombardare i campi e i rifugi dei narcotrafficanti.
L’amministrazione Trump ha pubblicamente celebrato il risultato elettorale, vedendo in de la Espriella un alleato chiave in America Latina per contenere l’influenza delle sinistre e ripristinare un asse conservatore focalizzato sulla sicurezza e sul libero mercato.
Queste nuove direttive geopolitiche hanno polarizzato fortemente la Colombia: mentre i sostenitori celebrano il ritorno a una ferrea politica di sicurezza nazionale, ampie fette dell’opposizione e dei giovani sono scese in piazza a protestare contro la polizia e l’influenza americana nel Paese.
