Il massacro è diventato una festa. Oggi è il 7 ottobre, il giorno in cui Hamas è entrato nelle case del sud di Israele e ha ucciso, bruciato, violentato, rapito. ![]()
In Italia c'è chi scende in piazza per celebrarlo. Come si arriva a festeggiare un massacro?![]()
Stando alle cronache, a Bergamo una locandina chiama in piazza per il terzo anniversario di "una data fondamentale" per il popolo palestinese. A Napoli il manifesto incrocia la falce e martello con un fucile automatico. A Lucca Potere al Popolo ha convocato un presidio.![]()
Una data fondamentale. Ricordiamo allora cosa c'è dentro, visto che qualcuno lo ha dimenticato.![]()
All'alba di un sabato di festa, migliaia di miliziani hanno sfondato la recinzione di Gaza. Al festival Nova hanno inseguito i ragazzi nei campi e li hanno falciati mentre scappavano.![]()
Nei kibbutz hanno dato fuoco alle case con le famiglie chiuse nei rifugi. Hanno ucciso i genitori davanti ai figli e i figli davanti ai genitori. ![]()
Hanno filmato tutto con le telecamere sul casco e alcuni video li hanno pubblicati sui profili delle vittime, perché i parenti li guardassero.![]()
Le Nazioni Unite, che con Israele non sono mai state tenere, hanno trovato ragionevoli motivi per ritenere che quel giorno ci siano stati stupri in più luoghi. ![]()
Una ragazza è stata portata per le strade di Gaza sul cassone di un pick-up, seminuda e senza vita, tra la folla che sputava e la colpiva.![]()
Quel giorno Gaza era in festa. Folle per le strade, ragazzini in piedi sulle jeep israeliane rubate, ostaggi esibiti come trofei tra le urla. Chi oggi festeggia in Italia non inventa niente: copia quelle piazze.![]()
Quasi 1.200 morti, 828 civili. E non solo ebrei. Hamas ha ucciso chiunque trovasse sulla sua strada: braccianti thailandesi, studenti nepalesi, badanti filippine, beduini musulmani, drusi, arabi israeliani. Non cercavano un nemico. Cercavano corpi da straziare.![]()
Poi gli ostaggi: 251 persone trascinate a Gaza. Tra loro 36 minorenni, 16 bambini sotto i dieci anni, nove anziani sopra gli ottanta. Kfir Bibas aveva nove mesi, suo fratello Ariel quattro anni. ![]()
Sono tornati a casa nelle bare, consegnati da Hamas con una cerimonia sul palco, tra bandiere e altoparlanti.![]()
Questa è la "data fondamentale". Oggi la portano in piazza come un anniversario di lotta.
Non è memoria perduta. È memoria rovesciata.![]()
Il mese scorso, sotto le finestre di Montecitorio, si cantava gloria eterna a Nasrallah. Oggi si fa il passo successivo, si celebra il giorno della strage.![]()
Come ci si è arrivati? Con una ignobile saldatura che la sinistra ha fatto senza mai dichiararla.![]()
Per un secolo la sinistra ha avuto un popolo: l'operaio. Poi l'operaio è sparito tra le partite Iva, i capannoni chiusi e il voto alla Lega. Sono rimaste le bandiere senza la gente sotto.![]()
Serviva un nuovo proletariato. Lo si è cercato nei quartieri delle moschee e a rispondere è stato l'islam politico.![]()
Che la lotta di classe non la sogna affatto. Ha un'idea molto precisa delle donne, degli omosessuali e degli ebrei.![]()
La sinistra lo sa e ha deciso di non saperlo. Ha messo in soffitta il femminismo, i diritti civili, la laicità, cinquant'anni di battaglie, purché la piazza resti piena.![]()
Il collante è un nemico comune, l'Occidente. ![]()
Per chi ha perso ogni altra bussola, l'odio per l'America, per Israele, per il mercato è l'ultima ideologia rimasta. Gli islamisti sono gli unici alleati che lo coltivano con la stessa passione.![]()
Il risultato sono i cervelli portati all'ammasso.![]()
Da tre anni ogni cifra che esce da Gaza arriva dal ministero della Sanità di Hamas, che non distingue tra civili e miliziani. I telegiornali la leggono come un bollettino dell'Istat.![]()
Il metodo si è visto dalla prima settimana. La sera del 17 ottobre 2023 un'esplosione colpisce l'ospedale al-Ahli. Hamas parla subito di 500 morti e di un missile israeliano. ![]()
Giornali, tv e capi di governo ripetono in tempo reale, senza una verifica.![]()
Poi arrivano le analisi. Per Human Rights Watch, che di Israele è uno dei critici più severi, a colpire fu con ogni probabilità un razzo del tipo usato dai gruppi armati palestinesi. ![]()
Il New York Times ha dovuto scusarsi con una nota della redazione e ammettere di aver dato troppo credito alle fonti di Hamas.![]()
La rettifica la leggono in pochi. La prima versione la ricordano tutti.![]()
E mentre si piange sulle case distrutte, nessuno chiede dove siano finiti i soldi per costruirle. ![]()
In vent'anni nella Striscia sono arrivati miliardi di aiuti internazionali. Hamas ci ha scavato sotto una seconda città: centinaia di chilometri di gallerie, come ha sempre rivendicato con soddisfazione. ![]()
Nei muri di un tunnel sotto l'università Al Azhar, a quanto riferisce l'esercito israeliano, c'erano i sacchi dell'Unrwa e dell'agenzia americana per gli aiuti.![]()
Il cemento degli aiuti è diventato bunker. Le scuole sono rimaste sulla carta.![]()
Le gallerie arrivavano ovunque. Un pozzo d'accesso dentro il recinto dello Shifa, l'ospedale più grande di Gaza, con un tunnel blindato sotto il complesso. ![]()
Un altro sotto il quartier generale dell'Unrwa a Gaza City, con i cavi elettrici collegati all'edificio.![]()
L'agenzia dell'Onu ha risposto di non sapere niente di quello che c'era sotto i suoi uffici. ![]()
La stessa agenzia di cui un'inchiesta interna delle Nazioni Unite ha concluso che nove dipendenti avrebbero partecipato alla strage del 7 ottobre.![]()
Ospedali, scuole, agenzie umanitarie, Ong presenti da decenni. Possibile che nessuno abbia mai visto niente?![]()
Sotto, le gallerie per i miliziani. Sopra, i civili. Non per caso, per calcolo.![]()
Nei messaggi ai dirigenti di Hamas a Doha, visionati dal Wall Street Journal, Sinwar chiamava i civili morti "sacrifici necessari" e citava l'Algeria. ![]()
Ai negoziatori chiedeva di non fare concessioni, perché più vittime avrebbero aumentato la pressione del mondo su Israele. Ogni bambino sotto le macerie era una carta da giocare al tavolo.![]()
Persino Guterres, che di Israele non è mai stato amico, ha chiesto la fine dell'uso dei civili come scudi umani.![]()
Poi è arrivato il conto. Il numero 2 di Hamas, Moussa Abu Marzouk, si è lamentato in tv: nessuno aveva previsto la risposta di Israele, nessuno si aspettava che fossero tanto barbari. ![]()
Lo dice il dirigente di un movimento che aveva appena bruciato vive le famiglie nei kibbutz.![]()
Chi scatena una guerra e la perde non è una vittima. Le vittime sono quelli che ha mandato a morire al posto suo.![]()
E poi la Flotilla, lo spettacolo che va in replica da un anno. Barche cariche di aiuti per sfamare Gaza, si diceva.![]()
Il governo propose di scaricare tutto a Cipro e di affidarlo al Patriarcato latino di Gerusalemme. ![]()
Lo chiese Mattarella con un appello pubblico, lo chiese il cardinale Zuppi. La risposta fu no: bisognava "rompere l'assedio".![]()
Gli aiuti, dunque, erano il pretesto. Il carico era la scenografia, la nave il palcoscenico.![]()
Il biglietto, intanto, lo pagavamo noi. Per proteggere gli italiani a bordo, la Marina ha dovuto deviare prima la fregata Fasan, poi la Alpino. A quanto si legge, decine di migliaia di euro al giorno tra carburante e ore macchina. ![]()
A sinistra, dove si conta ogni euro speso per l'Albania, questa somma nessuno l'ha mai fatta.![]()
In primavera ci hanno riprovato, due volte. Dopo l'abbordaggio vicino a Creta, il ministero degli Esteri israeliano ha diffuso un video su una delle barche: al posto dei farmaci preservativi e droga.![]()
E dietro il palcoscenico? ![]()
A maggio il Tesoro americano ha sanzionato quattro persone legate alla flottiglia, accusandole di agire a sostegno di Hamas attraverso una sigla che Washington considera una sua emanazione all'estero. ![]()
Tra loro un membro del comitato direttivo, la cui società spagnola, secondo Israele, possiede decine di quelle navi.![]()
Gli interessati parlano di persecuzione. La smentita è un comunicato. La sanzione è un atto.![]()
Quando le parole non bastano, si passa alle bombe carta. Un anno fa a Roma centinaia di Pro-Pal incappucciati hanno messo a ferro e fuoco l'Esquilino.![]()
Cassonetti in fiamme, un'auto della polizia incendiata, 41 agenti feriti secondo la Questura. Nel corteo sfilavano pure uno striscione per il 7 ottobre e le bandiere di Hamas. ![]()
Pochi giorni dopo, a Udine, una giornalista della Rai è stata colpita da una pietra mentre lavorava. Pacifisti, naturalmente.![]()
E poi ci sono loro, i più incredibili di tutti: gli attivisti dei Pride.![]()
A giugno, al Roma Pride, l'associazione degli ebrei omosessuali, Keshet, era stata esclusa per le sue posizioni su Israele. ![]()
Ha sfilato solo grazie alla mediazione del sindaco, protetta da un servizio d'ordine sfondato di continuo da attivisti con le bandiere palestinesi che gridavano insulti.![]()
Non era la prima volta. L'anno prima li avevano chiamati assassini e terroristi, al punto che le forze dell'ordine avevano dovuto portarli via.![]()
Gay inseguiti da altri gay. Perché ebrei.![]()
Nel 2016 le Brigate di Hamas hanno giustiziato uno dei loro comandanti, Mahmoud Ishtiwi, accusato di omosessualità. Oltre un anno di prigionia, appeso al soffitto e frustato, poi tre colpi al petto. ![]()
A quanto si legge, l'ordine venne da Yahya Sinwar. Lo stesso che avrebbe ideato il 7 ottobre.![]()
Nella classifica delle vittime importata dai campus americani, il gay occidentale conta meno del palestinese e l'ebreo non conta affatto.![]()
Il gay di Gaza, quello appeso al soffitto, in classifica non è nemmeno previsto.![]()
Poche settimane dopo la strage, un altro dirigente di Hamas, Ghazi Hamad, lo ha detto in tv senza giri di parole: il 7 ottobre lo rifaremo, ancora e ancora.![]()
Chi oggi scende in piazza a celebrare quella data non sta ricordando niente. Sta facendo il tifo per la replica.![]()
Hamas almeno sapeva cosa stava facendo. Chi festeggia in Italia una sconfitta altrui, pagata con il sangue di altri, nemmeno quello.![]()
Ai leader della sinistra oggi si chiede una cosa sola: una parola sui morti del 7 ottobre. Senza il "ma", senza il "però", senza il "contesto".![]()
Chi tacerà avrà scelto da che parte stare. ![]()
Tre anni fa Hamas ha firmato il massacro. La festa, se la lasciamo passare in silenzio, la firmiamo noi.
Autore: Roberto Riccardi
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🔴 AMBASCIATORE PELED: DOBBIAMO DIFENDERE LA VERITÀ SUL 7 OTTOBRE.
A tre anni dal tragico 7 Ottobre, ricordiamo le vittime, le famiglie distrutte, le persone rapite e tutti coloro che hanno vissuto quella giornata di barbaro terrore.![]()
Il 7 Ottobre non è soltanto una data impressa nella memoria. È una ferita ancora aperta, una cicatrice nelle nostre anime. È, come ha detto il Presidente Isaac Herzog, «il giorno in cui l’anima di Israele è stata lacerata».![]()
A quella violenza ha fatto seguito una nuova ondata di antisemitismo, che ha riportato in superficie pregiudizi e forme di odio che credevamo relegati al passato.![]()
Oggi l’odio contro gli ebrei è tornato a manifestarsi nelle nostre società, anche sotto nuove forme. Non possiamo permettere che venga normalizzato attraverso la distorsione di ciò che è avvenuto quel giorno, né tantomeno che venga minimizzato o lasciato senza risposta.![]()
Dobbiamo difendere la verità. Ricordare come tutto è cominciato. Custodire le testimonianze di chi ha vissuto il 7 Ottobre. Impedire che i fatti vengano distorti, relativizzati o dimenticati.![]()
Facciamo della memoria del 7 Ottobre un atto di responsabilità e una testimonianza della nostra resilienza. Trasformiamo il dolore in forza e la sofferenza in un impegno ancora più determinato per il futuro.![]()
Il dolore non sarà mai più forte di noi. Il terrore non avrà mai l’ultima parola.![]()
Am Yisrael Chai 🇮🇱![]()
#October7 #7ottobre2023 #7Ottobre #NeverForget #NonDimentichiamo #Israele #Israel
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Meditate, meditiamo....
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La guerra a Gaza, raccontata attraverso le testimonianze degli ufficiali dell'IDF che vi hanno preso parte. Attraverso racconti di prima mano, questo documentario esamina il combattimento nelle aree civili, la difficoltà di identificare le minacce e le decisioni prese sul campo di battaglia. Le loro testimonianze offrono uno sguardo più da vicino sulle condizioni che hanno affrontato, sui dilemmi che hanno incontrato e su come descrivono la condotta della guerra. Guarda il film online.
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Il film — Naza: La storia vera
nazadocumentary.com
La guerra a Gaza, raccontata attraverso le testimonianze degli ufficiali dell'IDF che vi hanno preso parte. Attraverso racconti di prima mano, questo documentario esamina il combattimento nelle aree c...