{"id":1082,"date":"2024-04-24T19:12:53","date_gmt":"2024-04-24T17:12:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.italiaisraele.org\/?p=1082"},"modified":"2024-11-25T10:41:46","modified_gmt":"2024-11-25T09:41:46","slug":"la-verita-vi-prego-su-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaisraele.org\/?p=1082","title":{"rendered":"La verit\u00e0, vi prego, su Israele"},"content":{"rendered":"\n<p>di Daniela Santus*<\/p>\n\n\n\n<p>Insegno in Universit\u00e0 da 32 anni e, da sempre, mi occupo di Medioriente con particolare attenzione ai temi dei diritti delle donne e alle questioni legate alla percezione degli insediamenti. Ho fatto lezione a quasi diecimila studentesse e studenti: i pi\u00f9 mi hanno dimenticata, qualcuno mi manda ogni anno gli auguri per il compleanno, con alcuni ho fatto amicizia, con due o tre collaboro. Ho incontrato ragazzi anche al di fuori dell\u2019ambito accademico: dall\u2019estrema sinistra all\u2019estrema destra. Tra i primi qualcuno mi ha contestata in maniera non proprio confacente al dialogo accademico. Tuttavia due di quei ragazzi, dopo avermi reso la vita davvero impossibile per mesi, hanno accettato una sfida: leggere almeno un libro tra quelli che avevo scritto.<\/p>\n\n\n\n<p>Mesi dopo si sono riaffacciati al mio studio dicendomi che \u201cprima\u201d avevano creduto che io fossi \u201cdi parte\u201d, ma che leggendo quanto avevo scritto avevano capito che intendevo solo sviluppare senso critico e riflessione, tanto che avevano deciso di consigliare i miei corsi universitari ai loro amici. Devo ammettere che non avrebbe potuto esserci recensione pi\u00f9 lusinghiera e apprezzamento pi\u00f9 gradito. Perch\u00e9 il problema, per noi che osserviamo dall\u2019esterno l\u2019evolversi degli eventi e viviamo in paesi perfettibili ma democratici, sta tutto qui: in un modo o nell\u2019altro emettiamo dei pre-giudizi senza davvero conoscere, senza aver la curiosit\u00e0 di leggere. Siamo pigri e questa nostra indolenza finir\u00e0 col portarci a perdere quelle libert\u00e0 che diamo per scontate. Non importa se siamo studenti, insegnanti, operai o impiegati: bombardati da migliaia di informazioni, video, fake news, non siamo in grado di addentrarci con passione nella ricerca delle fonti, ci fermiamo ai titoli e diventiamo preda di chi ci vuole burattini facilmente manovrabili. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/universita-far.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1083\" style=\"width:524px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/universita-far.jpg 400w, https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/universita-far-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Gli studenti di oggi, a differenza dei miei due contestatori pentiti, difficilmente leggono un libro per intero: cercano in rete i riassunti gi\u00e0 pronti o, se possibile, dei video su YouTube. Non deve pertanto stupire se, quando pensano a Israele, lo ritengano un paese pi\u00f9 grande dell\u2019Italia (quando di fatto \u00e8 pi\u00f9 piccolo del Piemonte) o pensino che oltre al Giordano vi scorrano il Tigri e l\u2019Eufrate (che scorrono invece in Turchia, Siria e Iraq) o addirittura che l\u2019islam sia nato in Israele (che chiamano Palestina) prima dell\u2019ebraismo e del cristianesimo. Nonostante ci\u00f2, se si parla del conflitto in corso, sono convinti di sapere tutto, soprattutto di sapere che Israele \u00e8 sempre nel torto. Purtroppo, molte volte, anche gli intellettuali difettano di conoscenza e si avventurano in ipotesi azzardate, come quella che vorrebbe uno stato d\u2019Israele in cui vige l\u2019apartheid, solo che, in quanto intellettuali, quando sbagliamo non siamo cos\u00ec umili da ammetterlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una buona dose di curiosit\u00e0<br>\u00c8 inutile negarlo: siamo un paese di criminologi, virologi, allenatori di calcio ed esperti di Medioriente. Su Israele e sul popolo ebraico si pensa davvero di sapere tutto e i pregiudizi si sprecano. Quante volte, sui quotidiani, abbiamo letto, relativamente a Soros, la definizione di miliardario ebreo? Moltissime. E quante volte Berlusconi, per non fare che un esempio, \u00e8 stato definito miliardario cattolico? Nemmeno una. Da qui comincia il pregiudizio: gli ebrei sono ritenuti tutti ricchi, per questo meritevoli di un giusto disprezzo. Eppure nessuno tra quanti la pensano in questo modo sa che il 23 per cento dei cittadini israeliani adulti e il 31,7 per cento dei bambini vive sotto la soglia di povert\u00e0. Di fatto il nostro dramma \u00e8 la mancanza di curiosit\u00e0 scientifica: per questo finiamo col ripetere mantra, per certo aggregativi, ma del tutto privi di dubbi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/univ-studenti-ignoranti-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1084\" style=\"width:603px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/univ-studenti-ignoranti-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/univ-studenti-ignoranti-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/univ-studenti-ignoranti-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/univ-studenti-ignoranti-1160x653.jpg 1160w, https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/univ-studenti-ignoranti-600x338.jpg 600w, https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/univ-studenti-ignoranti.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Uno di questi mantra fa riferimento, come s\u2019\u00e8 detto, a Israele come stato in cui si pratica l\u2019apartheid. Questo senza neppure riflettere sul fatto che non vi sono, in Israele, mezzi di trasporto o scuole o quartieri vietati agli arabi. Basti pensare che negli ultimi sette anni il numero degli studenti arabi nelle universit\u00e0 israeliane \u00e8 cresciuto del 78,5 per cento. Nel 2018 il numero di dottorandi di ricerca arabi in Israele ha raggiunto le 759 unit\u00e0. Possibile poi che nessuno si sia mai accorto che vi sono diversi partiti arabi rappresentati al parlamento israeliano e che, volendo, gli arabi possono anche presentarsi \u2013 e venire eletti \u2013 tra le fila dei partiti tradizionali? Il governo precedente a quello di Netanyahu, ad esempio, aveva al suo interno il partito arabo-islamico Raam con quattro seggi. Di fatto gli arabi in Israele godono di pieni diritti politici e civili e possono assurgere a qualsiasi carica, al pari dei cittadini ebrei. In queste ore, nell\u2019esercito israeliano, stanno combattendo per Israele cittadini arabi, drusi, beduini, ebrei, islamici, cristiani, atei.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"112\" src=\"https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/santus.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1085\" style=\"width:160px;height:auto\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><em>(Daniela Santus<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo mantra riguarda Gaza, percepita dai pi\u00f9 come palestinese e islamica da sempre. Le immagini che ci vengono in mente, al solo pronunciarne il nome, sono quelle dei palazzi diroccati e devastati dalle bombe (israeliane), delle rampe di lancio missilistiche di Hamas (nascoste dietro alle scuole e negli ospedali), dei tunnel fatti scavare dai bimbi (nel solo 2014 ben 160 bimbi palestinesi, secondo il Simon Wiesenthal Center, sono morti durante gli scavi). Per quanto si vada indietro con la memoria, si tende al pi\u00f9 a ricordare la conquista ottomana del 1517. Difficilmente si pensa a quella di Napoleone del 1799 o alla presa di Mohammed Al\u00ec (non il pugile!) che porta Gaza sotto l\u2019ala protettiva dell\u2019Egitto. Dal 1917, quando l\u2019Impero ottomano viene sconfitto, la storia \u00e8 nota: il Mandato britannico sulla Palestina (che comprendeva gli attuali Israele, Cisgiordania e Striscia di Gaza, oltre l\u2019attuale Regno di Giordania) dura sino al 1948. In quell\u2019occasione \u2013 avendo i leader ebrei accettato la spartizione dell\u2019Onu \u2013 nasce lo Stato d\u2019Israele, mentre la Cisgiordania, a seguito della guerra araba contro il neonato Stato d\u2019Israele, viene annessa alla Giordania e la Striscia di Gaza finisce sotto occupazione egiziana. La Lega Araba aveva infatti rifiutato il piano per la seconda spartizione (la prima era stata operata dagli inglesi nel 1921 con la creazione dello stato arabo-palestinese della Giordania) e dato avvio alla prima guerra arabo-israeliana, i cui esiti finiscono con lo sconvolgere la possibilit\u00e0 della nascita di uno stato palestinese accanto a uno israeliano.<\/p>\n\n\n\n<p>Per ben 17 anni \u2013 dal 1949 fino al 1967 \u2013 Gaza rimane sotto il governo militare egiziano. Come conseguenza della guerra dei Sei giorni (1967), viene infatti occupata da Israele che ne amministra il territorio sino al 1993. A partire da quella data, grazie alla \u201cdichiarazione di princ\u00ecpi\u201d nota come \u201caccordi di Oslo\u201d, la quasi totalit\u00e0 del territorio di Gaza e della Striscia passa sotto il controllo dell\u2019Autorit\u00e0 palestinese, mentre gli insediamenti ebraici continuano a essere difesi dall\u2019esercito d\u2019Israele sino al 2005. Tuttavia da quel momento Israele procede allo smantellamento delle colonie ebraiche e delle basi militari israeliane, ponendo cos\u00ec definitivamente termine all\u2019occupazione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/medio-oriente-valico-di-Rafah-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1086\" srcset=\"https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/medio-oriente-valico-di-Rafah-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/medio-oriente-valico-di-Rafah-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/medio-oriente-valico-di-Rafah-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/medio-oriente-valico-di-Rafah-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/medio-oriente-valico-di-Rafah-1160x653.jpg 1160w, https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/medio-oriente-valico-di-Rafah-600x338.jpg 600w, https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/medio-oriente-valico-di-Rafah.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Le domande, a questo punto, sono due: I) perch\u00e9 tra il 1949 e il 1967, quando Striscia di Gaza e Cisgiordania sono in mani arabe, non nasce lo Stato di Palestina? II) perch\u00e9, a partire dal 2005, dopo la fine dell\u2019occupazione di Gaza non nasce il primo nucleo di Stato palestinese? <\/strong>Viene il sospetto che la questione dell\u2019occupazione non sia la motivazione pi\u00f9 forte che sta alla base del protrarsi degli scontri.<br>Ad ogni modo, in seguito alle elezioni amministrative del 2006 la Striscia di Gaza \u00e8 governata da Hamas e, dal 2012, \u00e8 riconosciuta dall\u2019Onu come parte di un\u2019entit\u00e0 statale semi-autonoma. Purtroppo i continui scontri lanciati contro Israele \u2013 cui Hamas continua a negare il diritto ad esistere \u2013 e le conseguenti risposte militari israeliane hanno portato la citt\u00e0 e la regione a un evidente stato di prostrazione economica e sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Non aver paura della storia (e nemmeno della geografia)<br>Come s\u2019\u00e8 detto, Gaza non nasce come citt\u00e0 palestinese o islamica. Da un punto di vista storico sappiamo che il Faraone Thutmose III, alla guida delle sue truppe, nel 1457 a.C., risale la \u201cstrada di Horus\u201d, come veniva designata la Via Maris, ovvero la strada costiera ai tempi dei Faraoni e, proprio a Gaza, sceglie di celebrare il ventitreesimo anniversario della sua ascesa al trono.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019islam nascer\u00e0 quasi 2100 anni dopo che Gaza aveva ospitato i festeggiamenti di Thutmose III, ponendosi pertanto come la terza fede monoteistica in ordine di apparizione. Perch\u00e9 ribadire ci\u00f2 che dovrebbe essere noto a tutti? Dopo 32 anni di insegnamento non posso fare a meno di notare \u2013 come ho scritto pi\u00f9 sopra \u2013 che molti dei nostri studenti e delle nostre studentesse ritengono, tanto da metterlo per iscritto agli esami, che l\u2019islam sia la fede pi\u00f9 antica, nata in Palestina. Questo crea confusione anche per la comprensione dell\u2019attualit\u00e0, inducendo a percepire gli ebrei come europei colonizzatori di terre da sempre arabe. E proprio su temi come questi si gioca la disinformazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fatto Maometto, il profeta dell\u2019islam, ha predicato per tutta la sua vita tra La Mecca e Medina, nella penisola araba, a 3.500 km da Israele. Non si \u00e8 mai recato a Gerusalemme e mai ha avuto interesse nella conquista d\u2019Israele.<\/p>\n\n\n\n<p>Gerusalemme rappresenta da sempre il cuore della spiritualit\u00e0 ebraica e sebbene Gerusalemme e la Terra d\u2019Israele abbiano subito varie dominazioni straniere e il popolo ebraico sia stato pi\u00f9 volte, anche se mai del tutto, disperso, n\u00e9 la citt\u00e0 n\u00e9 la terra sono mai state dimenticate. Nemmeno quando nel 132 d.C. l\u2019Imperatore Adriano fa radere al suolo Gerusalemme e tenta di cancellarne ogni ricordo a partire dal nome. Gerusalemme viene cos\u00ec ricostruita secondo la pianta tradizionale degli accampamenti romani e chiamata Aelia Capitolina, mentre la Terra d\u2019Israele viene ridenominata Siria-Palestina. Ecco da dove nasce il nome Palestina! L\u2019Imperatore Adriano, nel tentativo di de-ebraicizzare la Terra d\u2019Israele, fa riferimento al nome degli antichi Filistei, popolo greco che adorava Beelzebub e che per breve tempo si era insediato in un tratto della costa mediterranea, annientati poi dall\u2019occupazione di Nabucodonosor.<\/p>\n\n\n\n<p>La situazione per gli ebrei peggiora ulteriormente nel IV secolo, quando il cristianesimo \u2013 per opera dell\u2019imperatore Teodosio \u2013 diviene la religione ufficiale dell\u2019Impero e gli ebrei vengono sottoposti a una legislazione molto dura a causa dell\u2019accusa di deicidio. Proprio per via delle persecuzioni, il centro della vita ebraica si trasferisce a Babilonia e, per la prima volta, gli ebrei non risultano pi\u00f9 la maggioranza nel paese, sebbene ancora numerosi in Galilea. Quando nel 636 d.C. i musulmani conquistano la Palestina e, due anni dopo, Gerusalemme, gli ebrei \u2013 che avevano sofferto moltissimo sotto il dominio bizantino \u2013 salutano con un senso di sollievo i conquistatori arabi: possono cos\u00ec tornare a Gerusalemme e insediarsi nel quartiere a ridosso del Kotel Hamaaravi (il muro di cinta occidentale del Tempio, che i non ebrei chiamano \u201cMuro del Pianto\u201d) che diventer\u00e0 poi il quartiere ebraico della Citt\u00e0 Vecchia. Nonostante ci\u00f2 verranno comunque trattati come cittadini inferiori agli islamici e, come tali, sottoposti alla dhimma dal momento della conquista sino a tutto il periodo dell\u2019Impero ottomano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"467\" src=\"https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Marcia-Bandiere-2022.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1087\" srcset=\"https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Marcia-Bandiere-2022.jpg 700w, https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Marcia-Bandiere-2022-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Marcia-Bandiere-2022-600x400.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Thousands of Jewish wave the Israeli flags as they celebrate Jerusalem Day in downtown Jerusalem, May 29, 2022. Photo by Yonatan Sindel\/Flash90<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019esistenza ebraica, sotto il dominio islamico, osciller\u00e0 infatti tra tolleranza e discriminazione. C\u2019\u00e8 da dire che l\u2019islam, per vari secoli, non \u00e8 sembrato interessato a Gerusalemme. Questo nonostante nel 691 d. C. il califfo Abd al-Malik avesse fatto costruire la Cupola della Roccia proprio nell\u2019area su cui erano stati eretti il Primo e il Secondo Tempio. Scopo del califfo non era tuttavia quello di rendere Gerusalemme la terza citt\u00e0 santa per l\u2019islam, ma semplicemente di divergere il pellegrinaggio dalla Mecca (occupata in quel periodo dal ribelle \u2018Abdallah b. al-Zubayr) verso Al-Quds, come gli islamici chiamano Gerusalemme. La moschea di al-Aqsa viene invece costruita alcuni anni dopo da suo figlio al-Walid sulle rovine di una chiesa cristiana che si ergeva vicino alla cupola. Con l\u2019avvento della dinastia abbaside, nel 750 d.C., la corte califfale \u00e8 spostata da Damasco a Baghdad e Al-Quds torna a perdere la sua importanza strategico-politica per l\u2019islam.<\/p>\n\n\n\n<p>Che Gerusalemme non abbia rivestito, almeno sino a met\u00e0 del 1200, una forte valenza religiosa per l\u2019islam \u00e8 anche dimostrato dalla propensione dei governanti islamici a cedere la citt\u00e0 in cambio di un sostegno militare da parte degli Imperatori cristiani. Basti pensare a quando, nel pieno delle Crociate, alla fine del 1239, il sultano al-Nasir Dawud riesce a riconquistare Gerusalemme per poi cederla nuovamente ai Franchi in cambio di un sostegno militare contro suo cugino al-Salih. O ancora a quando, nel 1244, il sultano ayyubide al-Nasir Yusuf propone a Luigi IX di restituirgli la citt\u00e0 se i Crociati lo avessero aiutato sul campo di battaglia contro i mamelucchi del Cairo. Proposta che viene rifiutata dal re franco, ma che non cambia la sostanza delle cose: Gerusalemme non era ancora sentita una citt\u00e0 santa per l\u2019islam, altrimenti non l\u2019avrebbero mai barattata in cambio di semplici aiuti militari.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel momento a Gerusalemme comincia la dominazione mamelucca e anche in questo caso, cos\u00ec come nel passato, nessun governante islamico sceglier\u00e0 Gerusalemme\/Al-Quds quale capitale del califfato o di un qualsiasi stato islamico. D\u2019altra parte sono noti gli scritti, a cavallo tra il XIII e il XIV secolo, del giurista islamico Taqi al_Din ibn-Taymiyya secondo cui \u201cla roccia di Gerusalemme su cui \u00e8 stata costruita la Cupola della Roccia altro non \u00e8 che una qibla mansukha, ovvero una direzione di preghiera che \u00e8 stata annullata e la cui santit\u00e0 \u00e8 stata dunque revocata\u201d. Allo stesso modo, la tradizione che vede Maometto ascendere al cielo partendo da Gerusalemme pare essere inficiata per lo meno da un errore geografico. Il Corano non cita mai espressamente Gerusalemme e studiosi come Ahmad Muhammed Arafa sono propensi a ritenere che il luogo da cui il Profeta \u00e8 partito per la sua ascensione in cielo fosse un altro. Nel Corano si legge: Gloria a Colui che rap\u00ec di notte il Suo servo dalla Moschea Santa alla Moschea Lontana, di cui abbiamo benedetto i dintorni, per mostrargli alcuni dei Nostri Segni (Corano XVII, 1) e per secoli la Cupola della Roccia \u2013 eretta accanto alla moschea di al-Aqsa \u2013 \u00e8 stata identificata come la \u201cmoschea lontana\u201d per via della sua vicinanza alla moschea di al-Aqsa. Infatti in arabo il termine al-Aqsa \u00e8 una forma di superlativo che significa \u201cla pi\u00f9 distante\u201d. Ma di fatto il luogo al quale, secondo la tradizione islamica, viene trasportato il Profeta era una moschea e non un luogo sul quale sarebbe stata costruita in seguito una moschea. E la moschea di al-Aqsa verr\u00e0 costruita soltanto nell\u2019VIII secolo d.C. Altri studiosi, come ad esempio Hasson, affermano che i primi esegeti del Corano facessero riferimento a una moschea celeste: l\u2019identificazione della moschea al-Aqsa di Gerusalemme sarebbe dunque una recente scelta politica, per nulla ricollegabile alla fede. Non irrilevante, a questo proposito, risulta il fatto che il nesso tra Gerusalemme e il racconto coranico del \u201cviaggio notturno\u201d di Maometto, nasca soltanto a partire dal 1035 d.C., quindi quattrocento anni dopo la fondazione della moschea stessa. D\u2019altra parte, come s\u2019\u00e8 detto, il Corano non cita mai espressamente Gerusalemme, n\u00e9 lo fanno i primi hadith, non per niente sino al X secolo i musulmani hanno chiamato la citt\u00e0 Bayt al-makdis, dall\u2019aramaico B\u00eeth makde\u2019sh\u0203, citt\u00e0 del Tempio. Lo stesso termine Al-Quds \u2013 che molti erroneamente traducono \u201cla santa\u201d \u2013 deriva in realt\u00e0 dall\u2019ebraico \u2018ir hakkodesh e significa \u201ccitt\u00e0 del santuario\u201d. Alla citt\u00e0 di Gerusalemme l\u2019islam non ha infatti mai conferito lo status di haram, luogo santo, che \u00e8 unicamente conferito alla Mecca e a Medina.<\/p>\n\n\n\n<p>Per decodificare la pandemia da Covid-19, il rabbino Amnon Yitzhak aveva proposto di trattarla come un segno degli ultimi giorni, spiegando che il Messia non sarebbe venuto finch\u00e9 non fosse stato abbattuto l\u2019impero del male che stava governando il mondo intero. Per il noto predicatore le misure di restrizione imposte alle persone durante la crisi del coronavirus erano da ricondursi a decisioni di potenze malvagie. Le decisioni del governo, come l\u2019allontanamento sociale, le chiusure, le norme igieniche, vennero definite come leggi antiliberali e interpretate in termini di esegesi escatologica: il Messia stava per giungere.<\/p>\n\n\n\n<p>Non intendo ovviamente dire che il risultato dell\u2019ultima tornata elettorale in Israele possa essere letto soltanto alla luce del voto dei coloni religiosi o della pandemia, per certo si colloca all\u2019interno di un movimento transnazionale pi\u00f9 ampio. Non va neppure dimenticato che queste elezioni hanno avuto luogo in un periodo storico caratterizzato da una forte recrudescenza di attentati terroristici palestinesi che, da sempre, sospingono gli elettori verso le destre, ritenute in grado di offrire maggiore sicurezza. Tuttavia non possiamo neppure trascurare il ruolo svolto dal complottismo e dalle fake news che avevano ottenuto tanta risonanza anche in Israele. Un errore grave, di cui gli israeliani hanno preso coscienza subito dopo la formazione del nuovo governo, tanto che per ben 38 settimane, folle oceaniche sventolanti le bandiere azzurre e bianche con il Maghen David al centro si sono riversate in piazza ogni sera per le strade di Tel Aviv, di Gerusalemme, di Haifa e, al grido di \u201cdittatore\u201d, hanno denunciato come le riforme volute dal nuovo governo stessero minacciando la democrazia israeliana e segnando una crescente tendenza autoritaria. Ancora pochi giorni fa migliaia di israeliani, nonostante i continui razzi sparati da Hamas, sono tornati in piazza indirizzando i loro cori a Netanyahu e gridando: \u201cAdesso vai in prigione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/uni-na.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-534\" srcset=\"https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/uni-na.jpg 1024w, https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/uni-na-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/uni-na-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.italiaisraele.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/uni-na-600x400.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Pertanto se il problema per i palestinesi della Striscia fosse stato Netanyahu, ad Hamas sarebbe stato sufficiente attendere. In realt\u00e0 qualcos\u2019altro stava accadendo. Nell\u2019ottobre 2023 Israele stava per siglare uno storico accordo di pace con l\u2019Arabia Saudita. Per farlo, i sauditi avevano richiesto anche significative concessioni per i palestinesi. Ovviamente una situazione di questo genere, foriera di una pacificazione dell\u2019area e, potenzialmente, favorevole a un ritorno sulla scena politica dell\u2019Autorit\u00e0 palestinese di Abu Mazen non poteva essere accettata dalla strategia jihadista di Hamas. Cos\u00ec, la mattina del 7 ottobre, i miliziani di Hamas hanno optato per la strage pi\u00f9 cruenta mai compiuta, potendo beneficiare di maggiori possibilit\u00e0 di spostamento tra la Striscia e Israele. Questo grazie a quello che era stato un consistente programma civile ed economico per Gaza da parte del precedente governo israeliano Bennett-Lapid. Infatti quel programma aveva notevolmente aumentato il numero di permessi di lavoro per i palestinesi di Gaza, che potevano cos\u00ec recarsi in Israele dove il salario giornaliero di un lavoratore \u00e8 sufficiente a sostenere altre dieci persone e in un territorio impoverito con un tasso di disoccupazione di circa il 50 per cento, i permessi di lavoro in Israele stavano cominciando a migliorare la vita dei palestinesi della Striscia e a stabilizzarne l\u2019economia. Il programma aveva introdotto anche incentivi economici per Hamas, se avesse mantenuto la pace: condurre attacchi avrebbe potuto comportare restrizioni immediate sui permessi e chiusure dei valichi di frontiera. Proprio quello che desiderava Hamas: il caos e la guerra. Una guerra deliberatamente scatenata contro i bambini, i giovani, le famiglie e gli anziani in Israele la cui unica colpa era quella di essere ebrei e che sta continuando a Gaza, mietendo vittime tra i bambini, le donne e gli anziani cui Hamas ha impedito di evacuare per evitare di morire sotto i bombardamenti israeliani.<\/p>\n\n\n\n<p>Incredibile che soltanto pochissimi intellettuali, in occidente, si siano scandalizzati di fronte a un gruppo terroristico che non si fa scrupolo nel dichiarare di voler continuare a compiere altri attentati, come pochi giorni fa ha promesso un alto funzionario di Hamas \u2013 Razi Hamed \u2013 che in un\u2019intervista riportata anche da Repubblica ha affermato: \u201cRipeteremo le azioni del 7 ottobre finch\u00e9 Israele non sar\u00e0 distrutto\u201d. Mentre Taher El-Nounou, consigliere di Hamas per i media, ha dichiarato al Times: \u201cSpero che lo stato di guerra con Israele diventi permanente su tutti i confini e che il mondo arabo si schieri con noi\u201d.<br>Gli orribili omicidi, torture, stupri, profanazioni di corpi e rapimenti di civili hanno rivelato la strategia di Hamas, cos\u00ec come quella di coloro che hanno celebrato, celebrano e giustificano a vario titolo il massacro nelle piazze, nelle universit\u00e0 e nei salotti televisivi di mezzo mondo. Basti ricordare i cortei del 21 ottobre a Milano durante i quali venivano scanditi i cori: \u201cApriteci i confini, cos\u00ec possiamo uccidere gli ebrei\u201d o l\u2019assalto all\u2019aereo proveniente da Tel Aviv e atterrato in Daghestan (Russia) del 29 ottobre. La cattiva informazione, le astute omissioni, il desiderio di sentirsi parte di un gruppo, un\u2019immigrazione incontrollata e non integrata hanno portato in meno di un mese al triplicarsi degli atti di violenza antisemita in Austria, Germania e Regno Unito, come anche e soprattutto nelle universit\u00e0 e nelle scuole americane. Non scandalizziamoci: \u00e8 necessario studiare e formare generazioni di insegnanti, giornalisti, opinionisti consapevoli. Non ci si pu\u00f2 nascondere dietro l\u2019antisionismo per mascherare odio o ignoranza. Netanyahu si pu\u00f2 criticare? Si deve. Ma il movimento di Hamas va fermato, a meno di voler essere complici. Perch\u00e9 \u00e8 vero che la situazione israelo-palestinese da sempre provoca animosit\u00e0, ma difficilmente ci si sofferma a pensare che i costi della non pace vengono pagati da entrambe le parti. Migliaia di persone stanno morendo a Gaza: intere famiglie sono state spazzate via. Gli attacchi aerei israeliani stanno riducendo i quartieri palestinesi a distese di macerie, ma per Hamas questo \u00e8 un prezzo equo da pagare per la distruzione d\u2019Israele. Siamo davvero certi che questo prezzo il popolo palestinese lo voglia pagare?<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto a me, ai tanti che me lo chiedono, non posso che ribadire quanto ho scritto pochi giorni fa: <strong>per certo non voglio la cancellazione del popolo palestinese, ma non voglio neppure la cancellazione del popolo d\u2019Israele. Vorrei la fine del regime di Hamas e un futuro sicuro e di pace per palestinesi e israeliani. Mi piacerebbe che ci lavorassimo tutti insieme.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Daniela Santus \u00e8 professoressa associata del Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture moderne dell&#8217;Universit\u00e0 di Torino<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>(pubblicato su Il Foglio)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Daniela Santus* Insegno in Universit\u00e0 da 32 anni e, da sempre, mi occupo di Medioriente con particolare attenzione ai temi dei diritti delle donne e alle questioni legate alla percezione degli insediamenti. 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